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Cenni storici

Le prime testimonianze della presenza umana nelle valli dolomitiche risalgono al Mesolitico (ca. 9.000-5.500 a.C.), quando cacciatori provenienti dall’area padana e pedemontana cominciarono a percorrere i valichi alpini e le alte praterie, ormai libere dai ghiacci, sulle tracce dei grandi animali selvatici che le abitavano: cervi, cinghiali, e più in alto stambecchi e camosci.

Tracce dei loro passaggi estivi (selci scheggiate in forma di bulini, trapezi, armature di frecce, raschiatoi), sono state rilevate negli ultimi decenni in molte località dolomitiche.
Soltanto più tardi, a partire dal tardo Neolitico (ca. 4000 a.C.), le vallate alpine conobbero una presenza di tipo stanziale: nell’area dolomitica la formazione di comunità stabilmente insediate sul territorio è ben attestata a partire dall’Età del Bronzo (2.200-1.000 a.C.), come dimostrano ad esempio il sito di Sotciastel (Val Badia) e i reperti venuti alla luce in Val Gardena (Col de Flam) e in Val di Fassa (Campitello, Mazzin).

Proprio a Mazzin, a quota 1.550 m il “castelliere retico” del Col di Pigui rappresenta un tipico insediamento fortificato della civiltà retica, una popolazione che si era insediata stabilmente nella regione alpina, si pensa, già a partire dalla II Età del Ferro (V sec. a.C.). Questa popolazione aveva costruito un piccolo villaggio, circondato da un massiccio vallo di difesa, all’interno del quale si trovavano le abitazioni costruite in tronchi di legno. Sono stati rinvenuti abbondanti reperti in ceramica, macine, pesi di telaio, monili e alcune armi che sono tuttora conservati presso il Museo Ladino di Fassa. La lingua dei Reti, a contatto con il volgare latino parlato dai soldati romani e dai mercanti che conquistarono e frequentarono queste zone dopo il 15 a.C., diede origine alla lingua ladina, una lingua romanza contraddistinta da fenomeni caratteristici e parlata ancor’oggi nelle valli attorno al massiccio del Sella (Val Gardena, Val Badia, Val di Fassa, Livinallongo) oltre che nella zona di Cortina d’Ampezzo per quanto riguarda il ladino dolomitico ma che è ancora presente, in diverse varietà locali, anche nel Canton dei Grigioni in Svizzera e in Friuli.

Pagina pubblicata Venerdì, 29 Dicembre 2017

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